Piccoli schiavi


Il destino di schiavitù che nei secoli scorsi ha colpito l'uomo, non si è esaurito nemmeno nel Terzo millennio, ma la merce è cambiata perché le vittime sono soprattutto i bambini. Nel mondo esistono milioni di minori sfruttati, lavorano come schiavi diventano adulti senza istruzione. Secondo la Convenzione dell’Organizzazione internazionale del lavoro, “ l’età minima di ammissione al lavoro non può essere inferiore all’età prevista per il completamento scuola dell’obbligo e in ogni caso non deve essere inferiore ai 15 anni”. Eppure il lavoro minorile, cioè il lavoro dei bambini che hanno meno di 15 anni, è diffuso in tutto il mondo, non ne sono esenti neppure i paesi ricchi come gli Stati Uniti, né l’Italia stessa, dove il fenomeno, pur marginale perché illegale, riguarda centinaia di migliaia di minorenni. In molti paesi dell’Africa, e soprattutto in Asia, il lavoro minorile costituisce purtroppo la norma alla povertà. Non è raro poi, che i bambini siano impiegati in ambienti che ne pregiudicano la salute, una corretta crescita sana e corretta. Per la prima volta nel Maggio 2004 si sono riuniti a Firenze ragazzini minorenni sfruttati, che cercarono una nuova forza proprio nello stare uniti e nel far conoscere la loro storia; non sono andati per dire che non volevano lavorare, ma, per dire che per loro era troppo presto per farlo, che volevano giocare, studiare, insomma fare i bambini e che spetta ai politici prendersi la responsabilità.


Cosa possiamo fare noi?....basta guardare il mondo visto solo da seduti, ma diffondiamo i valori di solidarietà e offriamo sostegno intervenendo in situazioni di violazioni dei diritti umani.



Tutti i bambini del mondo hanno dei diritti.

I diritti dei bambini sono stati decisi nel 1989 grazie ad una convenzione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite un accordo cioè tra numerosi paesi che hanno deciso di obbedire alle stesse leggi per garantire un'infanzia serena a tutti i bambini del mondo.

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