L’uomo e la vita


La vita è malattia…

La vita attuale è inquinata alla radici. L’uomo s’è messo al posto degli alberi e delle bestie ed ha inquinata l’aria, ha impedito il libero spazio. Può avvenire il peggio. Il triste e attivo animale potrebbe scoprire e mettere al proprio servizio delle altre forze. V’è una minaccia di questo genere in aria. Ne seguirà una grande ricchezza… nel numero degli uomini. Ogni metro quadrato sarà occupato da un uomo.

Chi ci guarirà dalla mancanza di aria e spazio? Solamente al pensarci soffoco!

Qualunque sforzo di darci la salute è vano. Questa non può appartenere che alla bestia che conosce un progresso, quello del proprio organismo. Allorchè la rondinella comprese che essa non c’era altra possibile vita fuori dell’emigrazione, essa ingrossò il muscolo che muove le sue ali e che divenne la parte più considerevole del suo organismo. La talpa s’interrò e tutto il suo corpo si conformò al suo bisogno. Il cavallo s’ingrandì e trasformò il suo piede. Di alcuni animali non sappiamo il progresso, ma ci sarà stato e non avrà mai leso la loro salute.

Ma l’occhialuto uomo, invece, inventa gli ordini fuori del suo corpo e se c’è stata salute e nobiltà in chi li inventò, quasi sempre manca in chi li usa. Gli ordini comperano, si vendono e si rubano e l’uomo diventa sempre furbo e più debole. Anzi si capisce che la sua furbizia cresce in proporzione della sua debolezza. I primi suoi ordini parevano prolungazioni del suo braccio e non potevano essere efficaci che per la forza dello stesso, ma, oramai, l’ordigno non ha più alcuna relazione con l’arto. Ed è l’ordigno che crea la malattia con l’abbondono della legge che fu su tutta la terra la creatrice. La legge del più forte sparì e perdemmo la selezione salutare. Altro che psico-analisi ci vorrebbe: sotto la legge del possessori del maggior numero di ordini prospereranno malattie e ammalati.

Forse traverso una catastrofe inaudita prodotta dagli ordini ritorneremo alla salute. Quando i gas velenosi non basteranno più, un uomo fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati quali innocui giocattoli. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po’ più ammalato, ruberà tale esplosivo e s’arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo. Ci sarà un’esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie.


(Brano preso da, La coscienza di Zeno di I. Sevo)

Questo brano è la conclusione del romanzo. Zeno afferma che non ha senso interrogarsi su che cosa sia la salute e che cosa malattia, perchè la vita stessa è malattia, e l'unica possibilità, per recuperare la salute originaria, sta nella distruzione dell'uomo e della terra. Questo brano mette in crisi l'idea di progresso...l'uomo civilizzato sta uccidendo il pianeta.

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